Commercialisti: aggregazioni professionali al 51,6%
- 24 Ottobre 2025
- Posted by: Studio Pozzan
- Categoria: News Commercialista

Balzo in avanti (dal 38,5% del 2018 al 51,6% del 2025) della professione esercitata in forma associata, societaria, condivisa o in altra forma aggregata. In calo significativo (dal 61,4 al 48,4%) chi esercita esclusivamente in uno studio individuale. Al Congresso Nazionale CNDCEC, in corso a Genova, è stata presentata in anteprima una ricerca della FNC, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo, l’Università Politecnica delle Marche e la Libera Università Mediterranea LUM “Giuseppe Degennaro”, sull’organizzazione degli studi professionali dei commercialisti.
Crescono le aggregazioni professionali tra i commercialisti. Il dato emerge dalla ricerca sull’organizzazione degli studi professionali dei commercialisti e l’impatto negli stessi dell’intelligenza artificiale, svolta dalla Fondazione nazionale della categoria in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo, l’Università Politecnica delle Marche e la Libera Università Mediterranea LUM “Giuseppe Degennaro”, i cui risultati sono stati presentati al Congresso Nazionale CNDCEC, in corso a Genova.
Passa dal 38,5% del 2018 al 51,6% del 2025 la percentuale di professionisti che dichiara di esercitare la professione in una forma aggregata (associata, societaria, condivisa o altra forma aggregata). In particolare, chi esercita in uno studio associato o in una STP sale dal 21,9% al 29,4%. L’incremento maggiore riguarda i professionisti che dichiarano di esercitare la professione nell’ambito di STP, la cui percentuale passa dal 2,2 al 6,7%, mentre per gli studi associati la stessa percentuale sale dal 19,7 al 22,7%.
Si registra per contro un calo significativo (dal 61,4 al 48,4%) di chi esercita in uno studio individuale. La ricerca evidenzia anche un aumento importante di chi esercita in uno studio condiviso (dal 14 al 20,2%), definito come condivisione delle spese e/o dei mezzi impiegati nell’attività professionale pur essendo composto formalmente da professionisti individuali.
La posizione del professionista nello studio
Osservando la posizione che il singolo professionista occupa nello studio, dalla ricerca emerge che, mentre la figura del socio di STP aumenta di 2,8 punti percentuali, portandosi al 4,9%, quella di collaboratore (con partita IVA) sale di 3,6 punti, portandosi all’11,8%, mentre quella di associato subisce addirittura un calo di 0,8 punti fermandosi al 15%.
In questo modo, i professionisti che occupano la posizione di associato o di socio risultano pari al 19,9%, in crescita di 2 punti percentuali (erano il 17,9%).
La variabile dimensionale
Altro dato chiave sull’evoluzione della professione in termini di aggregazione professionale è la distribuzione degli studi per classi di addetti. Emerge una tendenza molto forte ed evidente in direzione dell’aumento della dimensione degli studi professionali: gli studi fino a cinque addetti, rispetto al 2018, si riducono del 10,7%, mentre della stessa misura è l’incremento degli studi con più di cinque addetti. In particolare, gli studi monoaddetto si riducono del 4,5%, passando dal 29,5 al 25%. Gli studi con più di dieci addetti passano dall’11,2 al 18,9%.
Inoltre, gli studi senza dipendenti si riducono di 6,8 punti percentuali, passando dal 41,1% al 34,3%. Quelli con più di cinque dipendenti passano dal 12 al 20,3%.
Resta stabile, invece, la quota di studi senza praticanti, ferma al 79%. Gli studi con più di dieci praticanti diminuiscono dell’1%, scendendo all’1%.
Il fatturato
Gli studi con un fatturato inferiore a 100.000 euro passano dal 48,5 al 35,1% facendo registrare un calo del 13,4%, mentre gli studi con un fatturato superiore a 500.000 euro passano dal 13,8% al 24,7%.
La specializzazione degli studi professionali
I dati indicano come nel tempo gli studi fortemente dipendenti dalla contabilità e dai dichiarativi fiscali si riducono di 3,6 punti percentuali passando dal 30,9% al 27,3%, mentre gli studi che non si occupano di contabilità e dichiarativi se non in misura marginale crescono dell’1,7%, passando dal 12,4 al 14,1%. La parte intermedia, rappresentata dagli studi che combinano contabilità e dichiarativi con attività specialistiche, cresce dello 1,9% salendo al 58,6%.
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