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Commercialisti, de Nuccio: al lavoro su calendario fiscale e giovani

Commercialisti, De Nuccio: Al Lavoro Su Calendario Fiscale E Giovani
Le elezioni del 15 aprile 2026 del Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti Contabili hanno confermato Elbano de Nuccio alla presidenza del CNDCEC. IPSOA Quotidiano l’ha intervistato.

Presidente de Nuccio, innanzitutto complimenti per la sua rielezione al vertice del CNDCEC. Alla luce di questo esito elettorale, qual è il risultato di cui va più fiero e quale invece l’incompiuta che sente ancora come una priorità irrisolta e quali sono le questioni più urgenti da affrontare nei primi mesi del suo mandato?

Il risultato ottenuto dalla nostra lista, la mia riconferma alla guida della categoria assieme a quella di tanti colleghi come consiglieri nazionali, a cui si aggiungono numerose importanti new entries nella nostra squadra, sono a mio avviso la certificazione del fatto che il lavoro da noi svolto nei primi quattro anni di mandato è stato pienamente compreso e apprezzato dai colleghi. Nel corso della campagna elettorale abbiamo insistito molto sul valore della continuità, affinché non si interrompesse il lavoro virtuoso grazie al quale abbiamo riportato i commercialisti al centro del sistema economico e istituzionale del Paese. Un lavoro duro, fatto di visione e concretezza, portato avanti con uno spirito volitivo che certo non abbandoneremo. Nella scorsa consiliatura abbiamo ottenuto risultati storici, dalla nuova perimetrazione delle responsabilità del collegio sindacale alle esclusive su tax control framework, balneari, revisione di sostenibilità; dal ruolo importante svolto nel processo della riforma fiscale fino al disegno di legge delega di riforma del nostro ordinamento professionale. Una mole di lavoro e di risultati notevole. Ma ci sono ancora tante cose sulle quali lavorare, lo sappiamo bene. Penso, ad esempio, ad una razionalizzazione del calendario fiscale, al miglioramento dei rapporti con l’Agenzia delle Entrate nelle diverse realtà territoriali del nostro Paese, a politiche specifiche da mettere in campo per i giovani. Abbiamo idee e progetti precisi sui quali siamo già al lavoro.

Il rapido sviluppo dei sistemi di Intelligenza Artificiale rende ormai imprescindibile una loro adozione “consapevole” a supporto della professione. Il CNDCEC è già intervenuto con la pubblicazione di una clausola tipo per gli incarichi che prevedono l’uso dell’IA e con l’aggiornamento del Codice deontologico. In questo contesto, dove ritiene si collochi il confine tra l’IA come strumento di supporto e la responsabilità del professionista? Quali iniziative intende promuovere, sotto il profilo deontologico e operativo, per accompagnare concretamente la categoria in questa fase di transizione?

L’AI ci pone di fronte a una sfida epocale: governare la transizione digitale per trasformarla in una straordinaria opportunità di emancipazione professionale. Dobbiamo essere protagonisti di un’innovazione governata. Io sono convinto che l’AI, se presidiata dalla nostra competenza, possa diventare il volano per superare le attività a basso valore aggiunto, permettendoci di rimettere al centro ciò che nessuna macchina potrà mai sostituire: la sensibilità strategica, l’etica professionale e la capacità di visione. Negli scorsi anni abbiamo lavorato molto sul tema, con approfondimenti tecnici e operativi e con un intervento sul nostro codice deontologico. Proseguiremo su questa strada, monitorando continuamente una situazione in costante evoluzione e lavoreremo ad una piattaforma di intelligenza artificiale da mettere disposizione della categoria.

Il rafforzamento del dialogo strutturato con l’Agenzia delle Entrate, come canale privilegiato di interlocuzione per i Commercialisti, è un tema particolarmente sentito dalla categoria. Quali direttrici intende seguire per rendere realmente concreto questo aspetto che interessa la quasi totalità degli iscritti all’Albo?

Il dialogo con l’Agenzia delle Entrate è franco e costruttivo. Le nostre due realtà hanno ben chiare quali sono le criticità sulle quali intervenire. L’apertura di sportelli dedicati ai commercialisti nelle sedi territoriali dell’Agenzia è stata un primo, importantissimo segnale di ascolto e collaborazione. È lì, sui territori, che i nostri colleghi hanno più bisogno di rapporti più agevoli e direi più rispettosi. A questa impostazione continueremo ad attenerci, lavorando contestualmente a una ulteriore semplificazione del calendario delle scadenze. Il nostro obiettivo primario è rendere più facile la vita dei commercialisti italiani, sgravandoli il più possibile da un carico di adempimenti che diventa troppo spesso difficilmente gestibile.

Contrasto all’abusivismo e prerogative per chi svolge la professione con regolare iscrizione all’Albo. Sono due temi che vanno di pari passo. Su quale leva intende agire per affrontare in modo efficace questo problema?

La tutela dei Commercialista è il primo punto del programma con il quale ci siamo presentati alle elezioni. Non si tratta solo di una battaglia di categoria, ma della difesa di un presidio di legalità a garanzia del sistema economico nazionale. Non può esserci lotta concreta all’abusivismo senza una chiara e invalicabile perimetrazione delle attività professionali. Anche su questo aspetto abbiamo alle spalle un lavoro importante, un’azione politica e legale che ha segnato tappe significative per la categoria. Mi riferisco alla sentenza della Corte Costituzionale n. 144/2024, che ha confermato la legittimità delle riserve di legge a favore degli iscritti agli albi, alle prime esclusive professionali ottenute, alla riforma del nostro ordinamento che elenca in modo puntuale le attività professionali spettanti ai nostri iscritti, fornendo lo strumento normativo per sradicare ogni zona grigia in cui proliferano i non iscritti. Nella nuova consiliatura istituiremo un osservatorio permanente per il contrasto all’abusivismo e la tutela del titolo professionale, continueremo a promuovere la costituzione di parte civile nei processi penali contro l’abusivismo e a promuovere l’attività istituzionale per estendere gli ambiti di competenza riservata. Istituiremo poi una task force specifica per l’individuazione di nuo­ve strategie di tutela e per la sensibilizzazione degli stakeholder sul ruolo del Commercialista come garante del sistema Paese.

I dati relativi ai giovani iscritti agli Ordini dei Dottori commercialisti evidenziano un calo preoccupante. Quali sono a suo parere le iniziative che il CNDCEC può attivare per incentivare i nuovi laureati a intraprendere la professione di Commercialista?

Anche su questo dossier il nostro programma elettorale è ricco di proposte che contiamo di trasformare in fatti concreti. Ne cito solo alcune. Pensiamo innanzitutto a un pacchetto “Start-Up Professionale” che preveda attenzione ai giovani nella fase di accesso alla professione e so­stenibilità dell’avvio dell’attività fornendo loro strumenti, metodo e opportunità attraverso attività di tutoraggio e supporto operativo. Proporremo alle casse di previdenza di valutare la realizzabilità di strumenti agevolativi previdenziali che consentano ai giovani iscritti di posticipare i versamenti contributivi soggettivi con possibilità di rateizzarli negli anni successivi.

Pensiamo anche ad azioni per facilitare l’accesso per gli under 40 ai collegi dei revisori degli enti locali e quote riservate nelle società partecipate

Senza dimenticare che la riforma dell’Ordinamento prevede già una “quota giovani” nella governance di categoria e un accorciamento dei tempi di ingresso nel mondo del lavoro con lo svolgimento dell’intero tirocinio professionale durante il percorso universitario.

La nostra è una professione bella e insostituibile per il sistema economico e sociale, il suo appeal non è certo venuto meno. Bisogna lavorare per farla riscoprire ai giovani. Per questo intensificheremo le nostre iniziative nelle scuole e nelle università.

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