
Con lo studio n.23-2026/T, il Consiglio Nazionale del Notariato, in tema di concordato preventivo biennale, ha analizzato le nuove cause di esclusione e auspicato un’interpretazione dell’Agenzia delle entrate nel senso di escludere dall’applicazione delle novità le associazioni professionali notarili costituite esclusivamente per le esecuzioni immobiliari e per la levata dei protesti.
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo studio Studio n.23-2026/T sul concordato preventivo biennale.
Le nuove cause di esclusione riguardano i professionisti che esercitano l’attività professionale singolarmente, ma che contemporaneamente partecipano ad un’associazione professionale. I soggetti sono inscindibilmente vincolati nell’adesione al concordato preventivo biennale.
La possibilità di applicare il nuovo istituto richiede l’adesione di tutti i professionisti che esercitano l’attività in forma individuale, ma anche dell’associazione professionale partecipata. La situazione è però diversa per le associazioni notarili mono attività, costituite esclusivamente per la gestione delle aste immobiliari o per l’attività di levata dei protesti.
Le due nuove cause di esclusione assolvono alla finalità di contrastare possibili comportamenti elusivi, ma il rischio di elusione è del tutto mancante qualora le associazioni professionali notarili siano costituite esclusivamente per le esecuzioni immobiliari e per la levata dei protesti. Lo studio, nel ricostruire compiutamente l’ambito di applicazione delle due nuove cause di esclusione auspica un’interpretazione dell’Agenzia delle entrate nel senso di escludere dall’applicazione delle novità le predette associazioni notarili.
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