Ddl Bilancio 2027: aumentare il reddito disponibile e sostenere chi investe e crea occupazione

“Aumentare il reddito disponibile e sostenere chi investe e crea occupazione”: è l’obiettivo del disegno di legge di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei Ministri; in questa direzione si muovono le misure fiscali previste a favore di ceto medio, lavoratori, giovani e imprese. Ne parla a IPSOA Quotidiano il Viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo, intervistato in occasione del XV Forum FISCALE, dedicato a “Fisco, Impresa e Innovazione. Competere nel cambiamento: incentivi, compliance e intelligenza artificiale”, il 3 novembre 2026 a Milano, presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.
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L’evento, che rappresenta un’occasione di confronto e approfondimento sulle tematiche di maggiore attualità nel panorama tributario, si apre con un tavolo istituzionale dedicato alle prospettive della riforma fiscale, alla fase conclusiva della delega e agli interventi previsti dal disegno di legge di Bilancio 2027.

IPSOA Quotidiano ha intervistato il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo.

Viceministro Leo, Lei ha dichiarato che l’attuazione della riforma fiscale volge al termine. C’è ancora spazio per qualche ulteriore intervento attuativo e/o correttivo e quali materie potrebbe riguardare?

Sì, lo spazio per interventi integrativi e correttivi c’è. Abbiamo realizzato una riforma epocale attraverso ventuno decreti legislativi, compresi i correttivi, e otto Testi unici. A questi, si aggiunge un ulteriore decreto correttivo di mero coordinamento normativo, approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri e oggi all’esame delle Commissioni Parlamentari. Il lavoro ha interessato tutto il rapporto tributario, dalla dichiarazione al contenzioso, passando per la revisione di ciascuna imposta. Dallo Statuto alle sanzioni, dall’accertamento alla riscossione, fino agli strumenti di adempimento collaborativo, si è trattato di una riforma organica che il Paese non vedeva dagli anni ‘70. La possibilità di adottare ulteriori correttivi si estende al 2028 e permette di intervenire sulle esigenze che emergono nell’applicazione delle nuove disposizioni. L’attenzione riguarda soprattutto il coordinamento delle norme, la semplificazione degli adempimenti e la soluzione delle incertezze interpretative. Su questi aspetti il contributo dei professionisti è essenziale. Siamo convinti che chi assiste quotidianamente imprese e contribuenti può individuare difficoltà che nella fase di elaborazione di una norma non sono sempre immediatamente riconoscibili. Un passaggio importante sarà l’applicazione dei nuovi Testi unici dal 1° gennaio 2027. Per accompagnare questa transizione abbiamo creato TrovaTU, uno strumento che consente di individuare dove sono confluite le disposizioni e di confrontare i riferimenti precedenti con quelli nuovi. Per un professionista significa orientarsi più facilmente nella normativa, per un’impresa, invece, poter contare su regole più accessibili. È anche su questi risultati concreti che dobbiamo misurare la riforma.

Quali sono i principi di delega più significativi che non si sono potuti attuare a causa dei vincoli finanziari?

Il caso più significativo è il graduale superamento dell’IRAP. È un intervento previsto dalla delega, ma richiede una soluzione finanziaria particolarmente attenta. Occorre assicurare alle Regioni risorse equivalenti. Una nostra azione in tal senso deve sempre accompagnarsi alla certezza delle coperture. Anche la riduzione dell’IRPEF va letta come un percorso progressivo. Abbiamo proceduto per passaggi, ieri per le fasce di reddito più basse, oggi per il ceto medio.

Quali sono le novità normative più importanti che si intende introdurre in materia fiscale nella prossima legge di Bilancio 2027?

Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri prosegue il sostegno al ceto medio, al lavoro e alle attività economiche. Per il 2027 abbiamo esteso da 50.000 a 55.000 euro il limite per accedere all’ultimo scaglione IRPEF. Per autonomi e piccoli imprenditori, la soglia per rimanere all’interno del regime forfetario sale a 100.000 euro ai fini delle imposte sui redditi. Va distinta la disciplina dell’IVA, per la quale il limite di esenzione resta a 85.000 euro, in attesa dell’autorizzazione europea.
L’attenzione ai giovani riguarda sia il reddito da lavoro dipendente sia l’accesso alla casa. È prevista una tassazione agevolata sugli incrementi del reddito da lavoro dipendente, entro specifici limiti, e la riduzione della cedolare secca sui canoni concordati al 5%, che scenderà all’1% per gli affitti a conduttori fino a 35 anni. Il disegno di legge estende inoltre la cedolare agli immobili commerciali.

Sul versante delle imprese, rafforziamo gli incentivi alle assunzioni di giovani e lavoratrici madri e il credito d’imposta per gli investimenti nella ZES unica.

Sono misure che ora passeranno all’esame del Parlamento, con una direzione precisa, ovvero aumentare il reddito disponibile e sostenere chi investe e crea occupazione.

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