
Questo importante traguardo rappresenta il coronamento di un intenso e proficuo dialogo istituzionale. Il Consiglio Nazionale ha collaborato strettamente con il Viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo sin dall’avvio della riforma. L’obiettivo comune è sempre stato la semplificazione delle procedure e la certezza del diritto per i cittadini e le imprese.
Il recepimento delle istanze dimostra il valore della sinergia tra professionisti e istituzioni.
Tra le proposte del Consiglio Nazionale recepite nel decreto Omnibus va segnalata la proroga al 31 dicembre 2026 del termine per la presentazione della certificazione del Tax Control Framework, da parte delle imprese che hanno trasmesso la domanda di ammissione al regime di adempimento collaborativo nel 2024 e nel 2025.
I commercialisti hanno evidenziato l’importanza del pacchetto di norme per dare maggiore appeal al concordato preventivo biennale. Si va dai nuovi benefici premiali per chi rinnova l’opzione per il biennio 2026/2027, tra cui trovano posto le nostre proposte di ridurre di due anni i termini di accertamento, di eliminare le maggiorazioni degli acconti e di estendere il ravvedimento speciale all’anno 2023, alla completa rivisitazione della cause di decadenza, riducendone le casistiche, che vede accolte le nostre proposte di eliminare la decadenza in presenza di debiti tributari e contributivi scaduti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello dell’adesione e di rendere più facile correggere errori od omissioni mediante dichiarazione integrativa e ravvedimento operoso.
Inoltre, trovano finalmente attuazione le norme della delega fiscale sulla certezza del diritto.
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