
Due scadenze e due moduli da compilare: un primo modello, da presentare entro il mese di luglio, sarà destinato esclusivamente alla determinazione della base imponibile e delle imposte dovute; il secondo, da trasmettere entro la fine di novembre, raccoglierà le informazioni necessarie alle attività di monitoraggio e controllo dell’Amministrazione finanziaria. È il futuro della dichiarazione dei redditi, come annunciato dal Presidente del CNDCEC Elbano de Nuccio. Obiettivo: restituire alla dichiarazione fiscale, diventata negli anni un contenitore di una smisurata varietà di informazioni, la sua funzione originaria.
La dichiarazione dei redditi si fa in due: la prima per determinare base imponibile e imposte e la seconda per i dati informativi. È quanto annunciato dal Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili Elbano de Nuccio: il progetto, condiviso tra Ministero dell’Economia, Agenzia delle Entrate e CNDCEC è finalizzato a restituire alla dichiarazione fiscale la sua funzione originaria. Negli ultimi anni, infatti, la dichiarazione si è progressivamente trasformata in un contenitore di una molteplicità di informazioni relative ad aiuti di Stato, crediti d’imposta, bonus edilizi e altre agevolazioni, con conseguente incremento della complessità degli adempimenti e del rischio di errori.
La proposta in esame prevede pertanto uno sdoppiamento degli adempimenti dichiarativi:
– una prima dichiarazione, da presentare entro il mese di luglio, destinata esclusivamente alla determinazione della base imponibile e delle imposte dovute;
– un secondo modello, da trasmettere entro la fine di novembre, finalizzato a raccogliere le informazioni necessarie alle attività di monitoraggio e controllo dell’Amministrazione finanziaria.
Tra le altre proposte su tavolo figura anche il rinvio a settembre di tutte le scadenze fiscali attualmente concentrate nel mese di agosto. La misura non comporterebbe una riduzione del gettito, ma una diversa distribuzione temporale degli incassi, consentendo ai professionisti di beneficiare di una reale pausa estiva e di riprendere l’attività dopo il periodo feriale con una migliore organizzazione degli adempimenti.
Verso la legge di Bilancio 2027
Passando alla legge di Bilancio 2027, tra gli interventi attesi – ha proseguito il presidente del CNDCEC – vi sono alcune misure ritenute prioritarie sia sotto il profilo della riduzione della pressione fiscale sia sotto quello della semplificazione degli adempimenti.
Un primo tema riguarda il ceto medio, per il quale è stata proposta l’estensione del secondo scaglione IRPEF, attualmente assoggettato all’aliquota del 33%, già ridotta rispetto al precedente 35%. Dopo gli interventi che hanno interessato i redditi più bassi, appare infatti opportuno concentrare l’attenzione sulla fascia di contribuenti che sopporta una quota particolarmente significativa del prelievo fiscale.
Nell’intervento di de Nuccio spicca anche una proposta di riforma sul fronte delle tax expenditures, tema che va affrontato anche alla luce delle complicazioni al sistema di detrazioni e deduzioni derivanti dall’introduzione delle soglie di reddito per il calcolo dei benefici e che rendono difficile per i cittadini comprenderne i vantaggi.
L’idea avanzata è quella di concentrare l’attenzione sulle detrazioni principali, quelle sulla salute, sull’istruzione, sui mutui e sull’edilizia, prevedendo per le restanti agevolazioni una forfettizzazione con scaglioni di reddito.
Attualmente l’IRAP è già stata abolita per i lavoratori autonomi individuali, mentre continua ad applicarsi alle associazioni professionali e alle società tra professionisti. Il completamento di tale percorso rappresenterebbe una rilevante misura di semplificazione, pur nella consapevolezza del ruolo che il tributo svolge nel finanziamento della spesa sanitaria. A tal fine, la stessa legge delega aveva ipotizzato l’introduzione di una sovraimposta calcolata secondo le regole dell’IRES per compensare il minore gettito.
