La tassa italiana sui pacchi si cumulerà al dazio UE

A partire dal 1° ottobre 2026, la tassa sui piccoli pacchi di 2 euro, introdotta dalla legge di Bilancio 2026, si cumulerà al dazio di 3 euro introdotto dal regolamento (UE) n. 2026/382. Lo ha ribadito il Ministro Giorgetti nel corso del question time alla Camera. Si tratta, infatti, di due misure diverse: l’applicazione del dazio forfettario di 3 euro per le spedizioni di valore fino a 150 euro è finalizzata a governare temporaneamente la pretesa impositiva una volta eliminata l’esenzione daziaria; il contributo di gestione introdotto dalla norma nazionale serve, invece, a compensare gli oneri amministrativi che le autorità doganali devono sostenere in relazione allo sdoganamento e controllo delle piccole spedizioni.
La legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 126-128, legge n. 199/2025) ha inserito un contributo di 2 euro sui pacchetti postali provenienti dai Paesi extra europei. L’entrata in vigore è stata differita, prima al 1° luglio 2026, poi al 1° ottobre 2026.
Il Ministro Giorgetti, nel corso del question time alla Camera (interrogazione n. 3-02810), ha ribadito che, a partire dal 1° ottobre 2026 (se la decorrenza sarà confermata), il contributo “nazionale” di 2 euro si cumulerà al dazio introdotto dal regolamento (UE) n. 2026/382. Si tratta, infatti, di due misure diverse:

– l’applicazione del dazio forfettario di 3 euro per le spedizioni di valore fino a 150 euro è finalizzata a governare temporaneamente la pretesa impositiva una volta eliminata l’esenzione daziaria, ritenuta non più giustificata nel contesto della crescita esponenziale del commercio elettronico e dell’invio di spedizioni di modico valore;

– il contributo di gestione introdotto dalla norma nazionale serve, invece, a compensare gli oneri amministrativi che le autorità doganali devono sostenere in relazione allo sdoganamento e controllo delle piccole spedizioni.

Il contributo di gestione europeo – ha precisato ancora il Ministro dell’Economia e delle finanze – costituisce risorsa propria di natura doganale e gli introiti dovranno essere distribuiti tra bilancio dell’Unione europea e bilanci degli Stati membri nella stessa misura della risorsa propria doganale, cioè 75% Europa e 25% Italia (salvo diversa decisione che dovesse essere adottata nell’ambito del quadro finanziario pluriennale 2028-2034).

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