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Tracciabilità dei pagamenti digitali: gli effetti dell’uso di dispositivi non omologati

Tracciabilità Dei Pagamenti Digitali: Gli Effetti Dell’uso Di Dispositivi Non Omologati

In tema di dispositivi non omologati per i pagamenti elettronici con la risposta a question time n. 5-05945 del 4 novembre 2026 è stato evidenziato che l’Agenzia delle entrate non solo si è attivata per sensibilizzare gli esercenti a non utilizzare tali applicativi, ma ha individuato soluzioni tecniche, attualmente in fase di sperimentazione, idonee ad intercettare e inibire l’utilizzo dei velocizzatori.

Si è svolto il question time presso la Camera dei Deputati n. 5- 05945 del 4 novembre 2026 sugli effetti dell’uso di dispositivi non omologati per i pagamenti elettronici sulla tracciabilità dei pagamenti digitali.

A differenza del « Registratore Telematico », che memorizza i dati dei corrispettivi in una memoria fisica del dispositivo anche in assenza di connessione e provvede successivamente, entro il termine normativamente previsto, all’elaborazione e alla trasmissione all’Agenzia delle entrate di un file contenente i dati dei corrispettivi giornalieri memorizzati, la procedura web permette di generare il documento commerciale e di registrare contestualmente negli archivi dell’Amministrazione finanziaria i dati di dettaglio della singola operazione di cessione del bene o della prestazione di servizio.

Trattandosi di una procedura web gratuita realizzata e messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate, quest’ultima non ha mai pubblicato le specifiche tecniche per consentire ai produttori di software di realizzare applicazioni che interagiscano con tale procedura e, conseguentemente, non ha mai autorizzato i cosiddetti « velocizzatori ». Tali applicativi « mascherano » l’interazione con la procedura web « Documento Commerciale Online » dell’Agenzia, consentendo la generazione e l’emissione dei documenti commerciali mediante un’interfaccia diversa da quella resa disponibile dall’Agenzia stessa.

Peraltro, ogni qual volta l’Agenzia modifica la propria procedura, questi applicativi si bloccano, esponendo l’esercente al rischio di violazione degli obblighi di certificazione fiscale.

A seguito di alcune segnalazioni, l’Agenzia delle entrate non solo si è attivata per sensibilizzare gli esercenti a non utilizzare tali applicativi, ma ha individuato soluzioni tecniche, attualmente in fase di sperimentazione, idonee ad intercettare e inibire l’utilizzo dei velocizzatori.

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