Bonus depreciation permanente al 100%: regole, opzioni e strategie

Con l’approvazione dell’One Big Beautiful Bill Act del 2025, il legislatore statunitense ha reso permanente il bonus depreciation al 100%, ponendo fine al meccanismo precedentemente in vigore di riduzione progressiva della quota di ammortamento maggiorata. Una circolare esplicativa emessa dall’Internal Revenue Service il 14 gennaio 2026 (Notice 2026-11) ha fornito chiarimenti operativi sull’ambito applicativo della norma. In cosa consiste il nuovo regime? Cosa comporta l’opzione di rinuncia alla quota di ammortamento maggiorata e quali sono le opportunità di pianificazione fiscale per le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali?
Il bonus depreciation rappresenta uno dei principali strumenti di ammortamento accelerato previsti dall’ordinamento fiscale federale statunitense. Sebbene non consenta – a differenza degli iper-ammortamenti italiani – una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni, consente ai contribuenti di dedurre immediatamente, a meno di opzione da esercitare per non beneficiarne, nell’esercizio di entrata in funzione del bene il costo di determinati beni strumentali ammortizzabili, anziché ripartire la deduzione lungo la vita utile fiscale del bene.

La disciplina ha subito nel tempo numerosi interventi, ma ha trovato una configurazione organica con il Tax Cuts and Jobs Act (TCJA) del 2017, che aveva introdotto una deduzione del 100% per i beni qualificati entrati in funzione tra il 27 settembre 2017 e il 31 dicembre 2022. Tale regime era tuttavia concepito come temporaneo, con una riduzione progressiva della quota di ammortamento maggiorata a partire dal 2023 e la completa eliminazione prevista per il 2027.

L’intervento dell’One Big Beautiful Bill Act e la stabilizzazione del regime

Con l’approvazione dell’One Big Beautiful Bill Act (OBBBA) nel luglio 2025, il legislatore ha radicalmente modificato l’impostazione originaria, rendendo permanente il bonus depreciation al 100% per i beni entrati in funzione dopo il 19 gennaio 2025.

Tale intervento elimina definitivamente il meccanismo di riduzione progressiva (phase-out) dell’agevolazione e introduce un elemento di certezza normativa di lungo periodo, particolarmente rilevante per le imprese impegnate in programmi di investimento pluriennali.

La recente Notice 2026-11 dell’Internal Revenue Service (IRS) ha confermato l’impianto generale della disciplina e ne ha chiarito l’applicazione pratica a partire dal periodo d’imposta 2025.

Ambito oggettivo: beni qualificati e requisiti

Ai sensi della disciplina come modificata, in generale sono considerati beni qualificati i beni materiali ammortizzabili con vita utile fiscale pari o inferiore a 20 anni ai sensi del Modified Accelerated Cost Recovery System (“MACRS”). Rientrano tipicamente nell’agevolazione macchinari, attrezzature, impianti, veicoli aziendali, arredi e alcune migliorie su beni in locazione. Rientrano inoltre nell’agevolazione altre categorie di beni, tra cui determinati software, produzioni cinematografiche e televisive qualificate, produzioni teatrali qualificate, produzioni fonografiche qualificate, nonchè taluni alberi, viti e piante da frutto al momento della loro piantumazione o innesto.

Natura opzionale del bonus depreciation

Un aspetto centrale della disciplina è la sua natura opzionale.

Il contribuente non è obbligato ad applicare il bonus depreciation nella misura del 100%. L’IRS consente infatti la rinuncia totale al bonus depreciation per una o più classi di beni tramite esercizio di apposita opzione, oppure optare per una percentuale ridotta (generalmente, 40%) di deduzione nel primo esercizio chiuso dopo il 19 gennaio 2025.

Le opzioni devono essere effettuate nella dichiarazione dei redditi dell’esercizio di entrata in funzione del bene.

Ammortamento ordinario in assenza di bonus depreciation

Qualora il contribuente eserciti l’opzione per non applicare il bonus depreciation, il costo del bene deve essere recuperato tramite la disciplina ordinaria di ammortamento MACRS. In tale scenario:

– il bene è assegnato alla relativa classe di ammortamento (3, 5, 7, 10, 15 o 20 anni);

– l’ammortamento avviene applicando i metodi accelerati ordinari, prevalentemente il 200% declining balance, con passaggio automatico all’ammortamento a quote costanti quando più favorevole;

– trovano applicazione le convenzioni temporali (half-year, mid-quarter o mid-month), che incidono significativamente sulla deduzione del primo esercizio. La half-year convention è la regola generale applicabile ai beni mobili ammortizzabili soggetti a MACRS laddove non scattino altre convenzioni specifiche (la mid-quarter, applicabile quando oltre il 40% del costo dei beni ammortizzabili entri in funzione nell’ultimo trimestre dell’esercizio, o la mid-month, applicabile tipicamente agli immobili);

– la half-year convention presuppone, per finzione fiscale, che un bene ammortizzabile entri in funzione a metà dell’esercizio in cui avviene la sua effettiva entrata in funzione, indipendentemente dalla data reale di quest’ultima. In conseguenza di tale presunzione, nel primo esercizio di ammortamento è consentito dedurre solo una quota pari a circa metà dell’ammortamento annuo teorico; l’ammortamento si estende anche a un ulteriore esercizio finale, determinando una durata complessiva del recupero del costo superiore di un anno rispetto alla vita utile nominale del bene.

Esempio di applicazione del metodo del 200% declining balance

Si consideri un macchinario industriale con costo di USD 100.000, classificato come 5-year property, messo in servizio a metà esercizio 2026 e non soggetto a bonus depreciation né a Section 179. Per una 5-year property, il MACRS prevede una vita utile fiscale di 5 anni, un periodo complessivo di ammortamento di 6 esercizi (per effetto della half-year convention), e l’applicazione del metodo 200% declining balance. L’aliquota teorica del metodo 200% declining balance è pari a 40%. Tuttavia, le percentuali effettivamente deducibili sono quelle stabilite dalle tabelle MACRS ufficiali, che incorporano la half-year convention e il passaggio automatico al metodo delle quote costanti:

Anno

Ammortamento

Ammortamento cumulato

Valore residuo

2026 (Anno 1)

20.000

20.000

80.000

2027 (Anno 2)

32.000

52.000

48.000

2028 (Anno 3)

19.200

71.200

28.800

2029 (Anno 4)

11.520

82.720

17.280

2030 (Anno 5)

11.520

94.240

5.760

2031 (Anno 6)

5.760

100.000

0

2026 (Anno 1) – effetto della half-year convention

Sebbene l’aliquota teorica del 200% declining balance sia pari al 40%, nel primo anno la deduzione è limitata al 20% per effetto della half-year convention, che presume l’entrata in funzione del bene a metà esercizio.

2027 (Anno 2) – piena applicazione del metodo accelerato

Nel secondo anno si applica la quota piena del metodo accelerato, con una deduzione pari al 32% del costo originario.

2028-2031 (Anni 3-6) – passaggio alle quote costanti

A partire dal terzo anno, il sistema MACRS effettua automaticamente il test di convenienza tra:

– quota calcolata con il 200% declining balance sul valore residuo; e

– quota calcolata con il metodo delle quote costanti sul valore residuo e sulla vita utile residua.

Il meccanismo di calcolo converte automaticamente al metodo delle quote costanti che diventa più favorevole, generando le percentuali inferiori ma costanti negli anni successivi.

Se il contribuente avesse applicato sin dall’inizio il metodo a quote costanti, la deduzione annua sarebbe stata pari a circa 16,67% del costo (100.000 / 6, con half-year convention) e il beneficio fiscale sarebbe stato distribuito in modo uniforme, anziché anticipato. Il metodo 200% declining balance consente invece un maggiore recupero del costo nei primi esercizi e un’accelerazione del beneficio fiscale, pur in assenza di bonus depreciation.

Questo esempio evidenzia come, anche in assenza di bonus depreciation, il MACRS 200% declining balance rappresenti un meccanismo strutturalmente accelerato, che consente di anticipare in modo significativo la deduzione fiscale rispetto al metodo a quote costanti.

Deduzione in base alla Section 179

Un’altra disposizione che in deroga alle regole ordinarie di ammortamento consente ai contribuenti di dedurre immediatamente, nell’esercizio di entrata in funzione, il costo di determinati beni strumentali destinati all’attività d’impresa è la Section 179. A differenza del bonus depreciation che non prevede limiti di deducibilità, questo strumento prevede un limite massimo di deduzione indicizzato annualmente per l’inflazione ($2.560.000 per gli esercizi che iniziano nel 2026), con riduzione progressiva dollaro per dollaro che si attiva quando il costo complessivo dei beni qualificati entrati in funzione nell’esercizio eccede una soglia che per il 2026 è pari a $4.090.000, con conseguente azzeramento integrale della deduzione quando il costo totale dei beni qualificati entrati in funzione raggiunge $6.650.000. L’eventuale costo residuo non dedotto potrebbe comunque essere ammortizzato tramite bonus depreciation, qualora ne ricorrano i presupposti normativi.

La deduzione in base alla Section 179, inoltre, non può eccedere il reddito imponibile derivante dall’attività d’impresa e l’eventuale eccedenza non utilizzata può essere riportata agli esercizi successivi; anche questa caratteristica distingue la Section 179 dal bonus depreciation che può invece generare o aumentare perdite fiscali. L’applicazione della Section 179 è facoltativa e il contribuente può scegliere quali beni includere (a differenza del bonus depreciation che consente l’applicazione per classe di beni, ma non per singolo cespite). La Section 179 è quindi generalmente utile laddove un contribuente abbia reddito imponibile capiente in modo da poter assorbire la deduzione, desideri evitare la creazione di perdite fiscali, o intenda scegliere selettivamente la deduzione su specifici beni.

Considerazioni conclusive

La stabilizzazione al 100% della quota di ammortamento maggiorata trasforma il bonus depreciation in uno strumento strutturale di pianificazione fiscale. I chiarimenti forniti dall’IRS con la Notice 2026-11, sebbene qualificati come interim guidance, offrono un quadro interpretativo solido e affidabile. Tuttavia, la scelta di applicare il bonus depreciation o di rinunciarvi può dipendere da molteplici fattori, tra cui l’atteso andamento del reddito imponibile futuro, l’utilizzo o meno di perdite fiscali, il coordinamento con crediti d’imposta e altre agevolazioni e le esigenze di stabilità del carico fiscale nel medio-lungo periodo.

Una pianificazione efficace richiede pertanto scelte consapevoli e tecnicamente fondate.

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