Commercialisti: i dati della Cassa mostrano una professione in salute e in crescita

Con un comunicato del 23 aprile 2026 il CNDCEC ha evidenziato che il bilancio di esercizio relativo al 2025 dei Commercialisti approvato dall’Assemblea dei Delegati della Cassa mostra una professione in salute e in crescita. Si tratta del frutto dell’impegno del presidente Ferdinando Boccia e del lavoro sinergico portato avanti dal Consiglio nazionale e dall’Ente di previdenza della categoria, che sta producendo risultati importanti.

Il CNDCEC ha pubblicato un comunicato stampa il 23 aprile 2026 con cui ha reso noto che l’Assemblea dei Delegati della Cassa ha approvato oggi il bilancio di esercizio relativo al 2025.

I dati diffusi sono la fotografia di una professione in salute e in crescita. Si tratta del frutto dell’impegno del presidente Ferdinando Boccia e del lavoro sinergico portato avanti dal Consiglio nazionale e dall’Ente di previdenza della categoria, che sta producendo risultati importanti.

La componente dottori commercialisti si conferma dinamica e resiliente anche in un contesto economico non semplice come quello degli ultimi anni.

Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Elbano de Nuccio ha evidenziato che in questo contesto di crescita risultano estremamente significative le azioni a favore dei giovani.

Nella riforma dell’ordinamento è prevista la possibilità di svolgere il tirocinio obbligatorio interamente durante il percorso universitario, con l’obbiettivo di accelerare e rendere più agevole l’ingresso nella professione. Sulla formazione puntiamo a garantire percorsi gratuiti per i più giovani e con la Cassa stiamo lavorando all’introduzione di forme di flessibilità contributiva per gli under 35. Infine, stiamo lavorando ad un pacchetto start-up per chi avvia l’attività professionale.

I dati

L’Assemblea dei delegati dell’Ente di previdenza e assistenza della categoria, dopo l’approvazione del bilancio di esercizio relativo al 2025, aveva diffuso dati che certificano un avanzo corrente pari a 1,13 miliardi e riserve patrimoniali cumulate che superano i 13,6 miliardi, in crescita del 9% rispetto al 2024.

Aumentano anche i proventi dalla gestione degli investimenti che nel 2025 superano i 597 milioni, a fronte dei 452 del 2024, con una crescita del 32%.

I dati mostrano come sia in crescita anche il reddito netto pro-capite, che passa dagli 88.366 euro del 2024 ai 96.846 euro del 2025.

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