Mandato e preventivo alla base del rapporto tra commercialista e cliente
- 7 Maggio 2025
- Posted by: Studio Pozzan
- Categoria: News Commercialista

È innegabile che alla base di una proficua collaborazione professionale ci sia l’instaurazione di un solido rapporto fiduciario tra il commercialista o esperto contabile e il proprio cliente. Perché questa relazione si sviluppi fin da subito in modo sano, è fondamentale cominciare considerare correttamente due documenti: il mandato professionale e il preventivo. La loro puntuale formulazione permette a entrambe le parti di conoscere a pieno i rispettivi diritti e doveri, garantendo tutela e trasparenza.
Sebbene vengano a vote associati, o peggio, confusi, mandato e preventivo assolvono a due funzioni distinte. Tra questi intercorrono importanti differenze, ma potremmo comunque definirli due facce della stessa medaglia: il mandato definisce “cosa” il commercialista andrà a fare, mentre il preventivo “quanto” il cliente andrà a pagare per le attività svolte. A livello ideale quindi, il preventivo dovrebbe rappresentare un riferimento esplicito all’interno dell’accordo definito dal mandato, in modo che i due documenti costituiscano un unico patto complessivo e vincolante per entrambe le parti.
La centralità del mandato professionale per cliente e commercialista
Il mandato professionale affonda le sue radici nel Codice civile ed è definito come il contratto con il quale il cliente (mandante) incarica il commercialista (mandatario) di compiere una o più attività per suo conto. Tale documento rappresenta l’intesa formale tra le parti, definendo con precisione l’ambito in cui il professionista è chiamato ad intervenire.
Le conseguenze in caso di mandato sottoscritto o provato per atti concludenti
In ogni caso l’assenza di mandato, sottoscritto o provato, configura un’infrazione deontologica dell’art. 21 del Codice ed è dunque punibile solo sotto il profilo disciplinare.
Le conseguenze in caso di mancanza di mandato sottoscritto e con data certa
Oltre che per il commercialista però, possono sopraggiungere problemi anche per i clienti. La legge, infatti, consente lo spostamento dei termini, per gli adempimenti tributari dei clienti, nel momento in cui il commercialista è malato o infortunato. Tale diritto decade nel momento in cui non c’è una documentazione chiara che esplicita il mandato professionale, esponendo il cliente a sanzioni se non in regola con i pagamenti
Alla luce di alcuni casi di contestazione della decorrenza del mandato anche in ambito fallimentare e nel contenzioso tributario, è prassi consigliata attribuire una data certa al mandato professionale.
Redigere un preventivo: le cose da sapere
Non esiste un modo univoco di formulare un preventivo: ogni professionista valuta, anche in base alle esigenze del cliente, quale formula può essere la più adeguata. Alcuni parametri di calcolo possono essere basati su:
– tariffa di studio per singola prestazione,
– onorario a tempo,
– onorario annuale forfettario.
Nel caso in cui il cliente richieda nuovi incarichi, è compito del commercialista emettere un nuovo preventivo.
Le conseguenze in caso di mancanza di preventivo sottoscritto
Investire sulla professionalità
La professionalità di un commercialista si può vedere fin da subito: un mandato chiaro e un preventivo corretto sono indice di attenzione al cliente e fondamento imprescindibile per la creazione di un rapporto fiduciario duraturo.
Non si parla solo di obblighi formali imposti dalla legge e dalla deontologia ma di un’attitudine alla trasparenza, all’attenzione e alla serietà che il mercato dimostra di ricercare e apprezzare.
Scegliere chi lavora nel rispetto reciproco e delle regole è il miglior investimento che lavoratori autonomi e imprese possano fare.
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