Società di capitali: analisi ISTAT sugli effetti della tassazione dei redditi d’impresa
- 21 Aprile 2026
- Posted by: Studio Pozzan
- Categoria: News Commercialista

L’ISTAT ha analizzato gli effetti della tassazione dei redditi d’impresa sulle società di capitali. I principali provvedimenti fiscali sui redditi delle società di capitali in vigore nel 2025 – quali la riduzione dell’aliquota per le imprese che reinvestono in innovazione digitale e transizione energetica, il contestuale ridimensionamento del piano di Transizione 4.0, e, in presenza di nuove assunzioni, la proroga della maggiorazione del costo del lavoro ammesso in deduzione – hanno avuto complessivamente effetti di cassa positivi per le imprese, con una riduzione del prelievo sui redditi delle società (IRES) pari al 3,3%.
Tali misure per il 2025 hanno avuto complessivamente effetti di cassa positivi per le imprese, con una riduzione del prelievo sui redditi delle società (IRES) pari al 3,3%.
La proroga della deduzione del costo del lavoro per incremento occupazionale interessa il 15,5% delle imprese, la revisione del piano di Transizione 4.0 interessa il 5,3% delle imprese, mentre l’IRES premiale ha un impatto molto limitato: la percentuale dei beneficiari è dell’1,4%.
La quota di imprese interessate dalla deduzione del costo del lavoro per incremento occupazionale è più elevata nella manifattura (21,7%) e nelle costruzioni (19,5%) e aumenta al crescere della dimensione aziendale: fino a una su tre per le imprese con fatturato superiore a 2 milioni di euro.
L’IRES premiale favorisce in misura più accentuata le imprese manifatturiere (4,5%) e quelle dei servizi di pubblica utilità (2,4%). I profili aziendali maggiormente interessati da questo provvedimento sono: le imprese con almeno due milioni di fatturato localizzate al Nord e orientate all’export, e le imprese più solide sotto il profilo economico e finanziario.
La deduzione per incremento occupazionale comporta per i beneficiari una diminuzione dell’aliquota effettiva IRES di oltre nove punti percentuali, fino al 14,7%. Le imprese che usufruiscono dell’IRES premiale ottengono una riduzione dell’aliquota effettiva di 1,7 punti percentuali, dal 18,5% al 16,8%.
A livello d’impresa il risparmio fiscale derivante dall’aliquota IRES ridotta risulta molto eterogeneo. Solo per il 17,5% delle aziende il beneficio supera il 20% del valore economico dell’investimento, mentre per l’1,1% raggiunge il 100%.
L’IRES premiale non modifica il divario tra il costo del finanziamento con capitale proprio e quello con capitale di terzi, pari a +2,5 punti percentuali dopo l’abolizione dell’Aiuto alla Crescita Economica (ACE), che ha riportato il vantaggio fiscale del ricorso al debito rispetto al capitale proprio a prima del 2011.
Il documento analizza inoltre la proroga della maggiorazione del costo del lavoro in deduzione in presenza di nuove assunzioni a tempo indeterminato, la riduzione premiale dell’aliquota IRES al 20% e il contestuale ridimensionamento del piano di Transizione 4.0.