Terzo settore: proroga al 2036 delle norme sull’IVA
- 21 Novembre 2025
- Posted by: Studio Pozzan
- Categoria: News Commercialista
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Slitta al 2036 l’entrata in vigore delle norme che richiedono l’assoggettamento agli obblighi strumentali ai fini IVA, di tenuta della contabilità e fatturazione, per gli enti associativi che svolgono prestazioni nei confronti dei propri associati. Lo prevede il decreto legislativo che, in attuazione della delega al Governo sulla riforma fiscale, legge 9 agosto 2023, n. 111, introduce disposizioni in materia di Terzo settore, crisi d’impresa, sport e IVA. Il testo è stato approvato, in esame definitivo, dal Consiglio dei Ministri del 20 novembre 2025.
Il Consiglio dei Ministri n. 149 del 20 novembre 2025 su proposta del Ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo che, in attuazione della delega al Governo sulla riforma fiscale, legge 9 agosto 2023, n. 111, introduce disposizioni in materia di Terzo settore, crisi d’impresa, sport e imposta sul valore aggiunto.
Quali sono le novità del testo definitivo?
In materia fiscale, fra le principali modifiche, è stata inserita una proroga al 2036 dell’entrata in vigore delle norme che avrebbero richiesto l’assoggettamento agli obblighi strumentali ai fini IVA, di tenuta della contabilità e fatturazione, per gli enti benefici che svolgono prestazioni nei confronti dei propri associati.
Il decreto prevede inoltre che, in caso di passaggio di beni relativi all’impresa dall’attività commerciale a quella non commerciale, per effetto del mutamento della qualificazione fiscale di tale attività in applicazione delle disposizioni del decreto, gli enti del Terzo settore possono optare per la non concorrenza alla formazione del reddito imponibile della plusvalenza di cui all’art. 86 del TUIR, a condizione e fintantoché i beni siano utilizzati dall’ente per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
L’opzione deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi.
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