USA: il “One Big Beautiful Bill” entra in vigore
- 22 Luglio 2025
- Posted by: Studio Pozzan
- Categoria: News Commercialista

Il 4 luglio 2025 è stato approvato il “One Big Beautiful Bill”, che rende permanenti molte misure fiscali del Tax Cuts and Jobs Act del 2017. Tra le principali novità la deduzione integrale delle spese di R&S negli USA, il ripristino della deducibilità degli interessi passivi su base EBITDA, il bonus ammortamento immediato per molti beni strumentali, modifiche ai regimi GILTI/FDII e BEAT. Eliminata la proposta Section 899, che avrebbe penalizzato investitori di Paesi con regimi fiscali ritenuti discriminatori.
Lo scorso 4 luglio, festa dell’indipendenza americana, il Presidente Donald J. Trump ha firmato il Reconciliation Bill, noto come il “One Big Beautiful Bill” (di seguito, la “legge”), convertendolo in legge. La “grande e bellissima” legge rende permanenti molte delle disposizioni previste dal Tax Cuts and Jobs Act del 2017.
Di seguito evidenzieremo i tratti principali di alcune delle principali misure relative all’imposta sui redditi societari contenute nella legge e analizzeremo la decisione di non introdurre nella versione definitiva una disposizione che avrebbe comportato forti penalizzazioni agli investimenti negli USA da parte di soggetti residenti in Paesi con regimi fiscali ritenuti discriminatori nei confronti negli USA.
Costi di ricerca e sviluppo (R&S)
La legge consente ai contribuenti di dedurre integralmente tutte le spese di R&S sostenute nel territorio USA nei periodi d’imposta a partire dal 1° gennaio 2025. In base alla normativa precedente, tali spese dovevano essere capitalizzate e ammortizzate in cinque anni. La legge non ha apportato modifiche al trattamento fiscale delle spese di R&S sostenute al di fuori degli USA, che rimangono soggette all’obbligo di capitalizzazione e ammortamento in rate costanti nell’arco di 15 anni.
Deducibilità degli interessi passivi
Il Tax Cuts and Jobs Act del 2017 aveva introdotto una limitazione alla deducibilità degli interessi passivi pari al 30% del reddito imponibile rettificato (adjusted taxable income o “ATI”), calcolato in maniera analoga all’EBITDA (l’utile prima di interessi, imposte sul reddito e ammortamenti). Tuttavia, a partire dal 2022, la limitazione era stata modificata calcolando l’ATI in misura più restrittiva facendo riferimento al 30% dell’EBIT (l’utile prima di interessi e imposte sul reddito) anziché dell’EBITDA.
La legge ripristina il calcolo dell’ATI sul 30% dell’EBITDA per i periodi d’imposta con decorrenza dal 1° gennaio 2025. La legge esclude dal calcolo dell’ATI determinate categorie di redditi di fonte estera.
Ammortamento dei beni materiali strumentali
La legge reintroduce le disposizioni riguardanti la deducibilità immediata dell’intero costo del bene nell’esercizio in cui è stato sostenuto, per la maggior parte dei cespiti che hanno una vita utile residua non superiore a 20 anni e per altri beni qualificati. Queste disposizioni si applicano ai cespiti acquisiti ed entrati in funzione dopo il 19 gennaio 2025. Sono inoltre previsti ammortamenti integrali per immobili produttivi qualificati (qualified production property).
Modifiche ai regimi GILTI e FDII
Il Global Intangible Low-Taxed Income (GILTI) è un istituto introdotto dal Tax Cuts and Jobs Act del 2017 per contrastare lo spostamento degli utili da parte delle multinazionali statunitensi verso giurisdizioni estere con regimi fiscali privilegiati.
La legge cambia il nome GILTI in “net CFC tested income” (NCTI) e apporta diverse modifiche con efficacia a partire dal 2026 tra cui l’aumento dell’aliquota effettiva su determinati redditi di fonte estera al 14% (rispetto al precedente 13,125%).
La legge aumenta inoltre l’aliquota effettiva anche per il regime parallelo del Foreign Derived Intangible Income (FDII) introdotto dal Tax Cuts and Jobs Act (ora denominato “foreign-derived deduction eligible income” o FDDEI). Tale regime è mirato ad incentivare le società statunitensi a mantenere i beni immateriali e i relativi profitti negli USA, offrendo un’aliquota ridotta sugli extra-profitti attribuibili all’impiego di tali beni immateriali e derivanti da esportazioni di beni e servizi.
Disposizioni relative alle CFC
Il Tax Cuts and Jobs Act del 2017 aveva ampliato le regole di attribuzione del possesso delle azioni di una controlled foreign corporation (“CFC”), prevedendo l’applicazione del meccanismo della downward attribution. Tale meccanismo prevede – ai fini di determinare lo status di CFC – l’attribuzione a una corporation statunitense del possesso delle azioni di una società estera controllata da un soggetto estero che controlla anche tale corporation. Uno degli effetti pratici di tale regola è quello di considerare CFC le società estere sorelle di una corporation statunitensi e controllate da una holding di partecipazioni estera.
La legge apporta modifiche favorevoli ai contribuenti che restringono l’ambito di applicazione del meccanismo della downward attribution.
Base Erosion Anti-Abuse Tax (BEAT)
La BEAT, introdotta dal Tax Cuts and Jobs Act del 2017, ha lo scopo principale la possibile erosione di base imponibile USA attraverso certi pagamenti (base erosion payments) a favore di soggetti esteri collegati. La BEAT può considerarsi alla stregua di una minimum tax che riprende a tassazione dei pagamenti intragruppo altrimenti deducibili. La BEAT si applica sulla differenza tra il reddito imponibile ricalcolato al netto dei base erosion payments e l’imposta ordinaria.
L’aliquota BEAT per il 2025 è pari 10% e, in base alle disposizioni del Tax Cuts and Jobs Act, sarebbe dovuta salire al 12,5% nel 2026. La legge fissa in via definitiva l’aliquota BEAT al 10,5% per i periodi d’imposta che iniziano dopo il 31 dicembre 2025.
Crediti d’imposta per l’energia
La legge apporta importanti modifiche ai crediti d’imposta per la produzione di energia, accelerando la scadenza dei crediti per la produzione (production tax credit) e l’investimento (investment tax credit) in impianti la cui costruzione sia iniziata prima del 4 luglio 2026, o, in alternativa, entrati in funzione prima del 2028. La legge impone nuove limitazioni ai crediti d’imposta per l’energia laddove il contribuente sia, o riceva assistenza significativa, da determinati soggetti esteri.
Altre disposizioni per le imprese
La legge prevede diverse altre disposizioni che impattano la fiscalità d’impresa tra cui l’incremento dell’esenzione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di azioni di piccole imprese qualificate; il rinnovo delle disposizioni agevolative relative alle “opportunity zones” e al “new markets tax credit, a sostegno degli investimenti nelle comunità a basso reddito. La legge rende inoltre permanente la deduzione per il reddito d’impresa qualificato ai sensi della Section 199 e, per i pagamenti effettuati a partire dal 2026, aumenta da $600 a $2.000 dollari la soglia per cui i sostituti d’imposta sono tenuti a presentare i modelli 1099-NEC e 1099-MISC in relazioni a pagamenti effettuati a determinati fornitori.
La mancata introduzione della Section 899
La versione definitiva del provvedimento ha eliminato le proposte che avrebbero introdotto misure di ritorsione in capo agli investitori esteri residenti in determinati Paesi i cui regimi fiscali sono ritenuti discriminatori nei confronti degli USA.
La Section 899 dell’Internal Revenue Code avrebbe avuto un impatto profondamente negativo sugli investimenti negli USA da parte di soggetti esteri, prevedendo un incremento annuale dell’aliquota d’imposta di 5 punti percentuali rispetto alle aliquote di legge o alle aliquote delle Convenzioni contro la doppia imposizione, fino a raggiungere un massimo di 20 punti percentuali aggiuntivi rispetto all’aliquota prevista dalla normativa interna. Questo avrebbe significato, ad esempio, che i dividendi di fonte USA altrimenti soggetti a ritenuta alla fonte USA con aliquota convenzionale del 5%, sarebbero potuti arrivati progressivamente a scontare una ritenuta USA del 50% (il 30% dell’aliquota prevista dalla normativa interna USA, più il 20%). Anche altre categorie di reddito di fonte USA, tra cui interessi passivi e royalty, ma anche redditi d’impresa e – in determinate circostanze – BEAT, sarebbero stati colpiti da questo regime sanzionatorio per i soggetti residenti in Paesi con regimi fiscali ritenuti discriminatori nei confronti degli USA.
Al fine di evitare gli effetti distorsivi della Section 899, e riconoscendo che gli Stati Uniti hanno già una propria versione interna delle regole sulla minimum tax per le società, i paesi membri del G7 hanno raggiunto un’intesa in base alla quale, rimuovendo la Section 899 dalla proposta di legge, i membri del G7 avrebbero collaborato alla realizzazione di un sistema parallelo che avrebbe esentato i gruppi statunitensi da alcuni aspetti controversi di cui alla regole del Pillar Two emanate dall’OCSE: la Income Inclusion Rule (IIR) e la Undertaxed Profits Rule (UTPR). Questi sistemi di top-up tax previsti dal Pillar Two, che stabiliscono una minimum tax globale del 15% per le grandi multinazionali, possono entrare in conflitto con un trattato fiscale bilaterale preesistente tra un Paese dell’UE che ha adottato il Pillar Two e un Paese extra-UE, come gli Stati Uniti, che non lo abbia adottato.
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